EssilorLuxottica, continua la sua espansione strategica puntando ancora una volta sull’eccellenza italiana. L’ultima operazione, annunciata in concomitanza con i risultati record del primo trimestre 2026, riguarda l’acquisizione di Faro, azienda veneta con sede a Santa Maria di Sala (Venezia).
Ma perché una multinazionale da oltre 28 miliardi di euro ha deciso di scommettere su questa realtà locale? La risposta risiede in una parola chiave: integrazione verticale.
Chi è Faro e cosa la rende un'eccellenza?
Faro non è un’azienda qualunque. Specializzata nelle tecnologie CNC (Computer Numerical Control) ad alta precisione, l’azienda veneziana è un punto di riferimento per la progettazione e produzione di macchinari destinati alla realizzazione di montature e lenti.
Con circa 70 dipendenti e un fatturato che si aggira intorno ai 15 milioni di euro, Faro rappresenta il classico esempio di "piccola multinazionale" del Nord Est: una struttura agile, altamente tecnologica e capace di detenere brevetti internazionali che garantiscono sicurezza e controllo millimetrico nei processi produttivi.
Le parole di Francesco Milleri
Francesco Milleri, Presidente e Amministratore Delegato di EssilorLuxottica, ha definito Faro un’«eccellenza unica». Secondo il top manager, questa acquisizione permetterà al Gruppo di:
Espandere il portafoglio di competenze: rafforzando ulteriormente la capacità manifatturiera interna.
Accelerare l'innovazione: sviluppando nuove generazioni di macchine per l’intero settore dell’occhialeria.
Preservare il know-how: l’obiettivo è far crescere Faro nel mondo mantenendo intatta la sua identità e il legame con il territorio veneziano.
Un segnale per il territorio e per il mercato
L'operazione conferma la centralità del Veneto nella filiera globale dell'eyewear. Mentre EssilorLuxottica vola con ricavi trimestrali di 7,1 miliardi di euro (trainati dal successo degli smart glasses e delle lenti Stellest), l'acquisto di Faro dimostra che il successo del Gruppo non passa solo per i grandi brand (come Ray-Ban o Oakley), ma anche per il controllo delle tecnologie "invisibili" che rendono possibile la qualità del prodotto finale.
Cosa aspettarsi per il futuro?
Con questa mossa, EssilorLuxottica chiude ulteriormente il cerchio della sua produzione. Controllare le macchine con cui si producono gli occhiali significa non solo ridurre i costi nel lungo periodo, ma soprattutto avere un vantaggio competitivo enorme in termini di velocità di innovazione.
Per il Nord Est, è l'ennesima conferma che la qualità artigianale unita alla tecnologia d'avanguardia resta il miglior biglietto da visita per attrarre i grandi capitali internazionali.
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