Delfin il valore della holding scende a 40 miliardi: l’effetto dei mercati sul patrimonio dei Del Vecchio

La flessione delle quotazioni di EssilorLuxottica e l’instabilità dei mercati finanziari ridimensionano il Net Asset Value (NAV) della cassaforte lussemburghese, proprio mentre si infittiscono le manovre per il riassetto della governance tra gli eredi.

Il valore di Delfin, la holding che custodisce l’impero fondato da Leonardo Del Vecchio, segna il passo. Secondo le ultime rilevazioni, il valore complessivo degli asset è sceso a circa 40 miliardi di euro, un ridimensionamento significativo rispetto ai picchi superiori ai 50-55 miliardi raggiunti solo pochi mesi fa.

Il peso di EssilorLuxottica

A determinare questa contrazione è principalmente l’andamento in Borsa di EssilorLuxottica. Il colosso dell’ottica, di cui Delfin detiene circa il 32%, resta l’asset centrale del portafoglio. 

La recente debolezza del titolo, influenzata da una fase di volatilità del settore del lusso e dell'elettronica di consumo, ha "bruciato" in tempi brevi una fetta consistente della capitalizzazione della holding.

Oltre alla quota in Essilux, il patrimonio di Delfin è legato a partecipazioni strategiche nel settore finanziario italiano — tra cui Generali, Mediobanca, UniCredit e Banco BPM — che risentono inevitabilmente delle oscillazioni dei mercati europei.

Dividendi record e tensioni tra gli eredi

Nonostante il calo del valore patrimoniale dovuto ai prezzi di mercato, la solidità operativa di Delfin rimane elevata. La holding ha chiuso l'ultimo esercizio con utili record e una capacità di generare flussi di cassa (tramite dividendi dalle partecipate) che dovrebbe toccare gli 1,2 miliardi di euro entro la fine dell'anno.

Questo tesoretto di liquidità è però al centro di un complesso confronto tra gli otto eredi (i sei figli di Del Vecchio, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di quest'ultima, Rocco Basilico). Le divergenze sulla distribuzione delle cedole e sulla gestione futura della società restano il nodo principale da sciogliere per garantire la stabilità di lungo periodo del gruppo.

Le manovre per il controllo

Il calo del valore di mercato arriva in una fase cruciale per la governance. Recentemente sono emerse indiscrezioni su possibili movimenti interni all'azionariato: Leonardo Maria Del Vecchio starebbe valutando l'acquisto delle quote di alcuni fratelli per consolidare la propria posizione e superare l'attuale stallo decisionale.

In questo scenario, il valore di 40 miliardi rappresenta non solo un dato finanziario, ma una base di negoziazione fondamentale per definire i futuri equilibri di una delle istituzioni finanziarie più influenti d'Europa.

Per informazione contattaci!


Martin Zanetton
(Coordinatore Uiltec
 Luxottica Pederobba)



Delfin il valore della holding scende a 40 miliardi: l’effetto dei mercati sul patrimonio dei Del Vecchio

La flessione delle quotazioni di EssilorLuxottica e l’instabilità dei mercati finanziari ridimensionano il Net Asset Value (NAV) della cassa...