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Delfin, lo schiaffo di Lmdv a Milleri: «La società non si chiama Millfin»

 

 Al Forum Ambrosetti di Cernobbio, Leonardo Maria Del Vecchio alza il tiro contro la gestione della holding di famiglia e traccia il confine tra le ambizioni manageriali e il volere dei soci.

La tensione all'interno della galassia Delfin ha raggiunto un nuovo punto di ebollizione. A Cernobbio, nel quadro patinato e influente del Forum Ambrosetti, Leonardo Maria Del Vecchio (noto come Lmdv) non ha usato giri di parole per definire i rapporti di forza all'interno della cassaforte lussemburghese che custodisce la titanica eredità industriale e finanziaria del fondatore di Luxottica.

Nel mirino del quartogenito del fondatore c'è il ruolo e la centralità di Francesco Milleri, amministratore delegato del gruppo, e la deriva strategica che avrebbe spinto Delfin a orientarsi pesantemente verso operazioni nel settore bancario e finanziario, trascurando secondo Lmdv il vero e unico pilastro storico del gruppo.

La stoccata che fa rumore: «Non si chiama Milfin»

È la frase simbolo pronunciata a margine del forum che fotografa plasticamente la rottura. Di fronte all'ipotesi di strategie finanziarie decise in autonomia dai vertici esecutivi, Leonardo Maria ha tracciato una linea rossa invalicabile:

> «Si deve creare un campione italiano finanziario che vada a competere con le più grandi banche europee? Assolutamente sì. E questo era un sogno anche del fondatore. Ma bisogna farlo nella maniera migliore e con il consenso dei soci. Non è un tema su cui può decidere solo Milleri. Altrimenti la holding si chiamerebbe Milfin, non Delfin.»

> — Leonardo Maria Del Vecchio

Una stoccata tagliente che ribadisce un concetto fondamentale per la famiglia: la governance di una holding del calibro di Delfin — che detiene partecipazioni di peso in colossi come EssilorLuxottica, Generali, UniCredit e MPS — non può essere accentrata nelle mani di un management slegato dal costante confronto collegiale con i proprietari.

Il nodo EssilorLuxottica e la questione borsa

Nel suo intervento, Lmdv ha voluto spostare i riflettori su quella che considera la priorità assoluta per il futuro del gruppo e la memoria di suo padre: il destino di EssilorLuxottica.

I punti chiave della svolta chiesta da Lmdv:

 * Centralità industriale: Il core business ottico resta la vera eredità da proteggere e rilanciare, riportando l'attenzione sui fondamentali azionari.

 * Dialogo costante tra i soci: Stop alle decisioni calate dall'alto; serve un consiglio d'amministrazione a tempo pieno e revisori vigili.

 * Il futuro del management: La permanenza e il ruolo dei vertici, incluso Francesco Milleri, saranno valutati esclusivamente dalla maggioranza dei soci sulla base dei risultati oggettivi.

Il giudizio sullo stato di salute del titolo in Borsa è severo e mira a scuotere le coscienze del board: l'obiettivo dichiarato è riportare il valore e la solidità del gruppo ai massimi standard storici, superando i dualismi e le frizioni emerse negli ultimi mesi, culminate nella recente lettera formale inviata ai revisori contabili per chiedere chiarimenti e trasparenza sulla gestione amministrativa.

Cosa succede adesso negli equilibri della finanza italiana?

Lo scontro aperto a Delfin non è soltanto una questione di dinastia o di orgoglio familiare; rappresenta uno dei dossier più rilevanti per l'intero panorama economico nazionale. La holding controlla asset miliardari e la composizione della sua governance influisce direttamente sugli equilibri di banche e assicurazioni di primissimo piano.

Mentre il mercato finanziario guarda con attenzione agli sviluppi in vista delle prossime scadenze assembleari, una cosa è certa: la stagione della pacifica acquiescenza interna è definitivamente archiviata. Lmdv ha aperto ufficialmente un nuovo capitolo, e il futuro di Milleri alla guida della galassia sarà deciso esclusivamente dai numeri, dalle strategie e, soprattutto, dal voto della maggioranza dei soci.




Per informazione contataci!


Martin Zanetton
(Coordinatore Uiltec
 Luxottica Pederobba)

 

Malattia INPS: arriva la svolta per le visite ambulatoriali. Valida dal 4 settembre 2026



Buone notizie per i lavoratori dipendenti: l'INPS ha ufficialmente ampliato la tutela previdenziale in caso di malattia, estendendola anche alle visite mediche effettuate in ambulatorio per quanto riguarda il riconoscimento del giorno precedente.

Cosa prevede la nuova normativa (Circolare INPS n. 92 del 4/09/2026)?

Fino ad oggi, il riconoscimento dell'indennità di malattia anche per il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato (tramite la dicitura "Dichiara di essere ammalato dal...") era previsto esclusivamente in caso di visita domiciliare.

Con la Circolare n. 92 del 4 settembre 2026, l'INPS ha superato il vecchio orientamento: la tutela economica della malattia viene ora riconosciuta per il giorno precedente al certificato anche per le visite ambulatoriali.

Quando entra in vigore?

La disposizione è attiva a decorrere dalla data di pubblicazione della circolare stessa, ovvero dal 4 settembre 2026.

Le eccezioni da ricordare

Il riconoscimento retroattivo di un giorno non è automatico in tutti i casi. Restano escluse le situazioni in cui il giorno precedente alla visita:

 * Cada di sabato o di domenica;

 * Sia un giorno festivo infrasettimanale.

   In questi specifici casi, infatti, l'INPS ribadisce l'obbligo di rivolgersi tempestivamente al servizio di continuità assistenziale (guardia medica).




Circolare 


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Martin Zanetton
(Coordinatore Uiltec
 Luxottica Pederobba)


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